AVVENTUREBOLIVIACapitolo 3 – Amazzonia gatti e volontariato avventuroso

Sin da bambino, da quando leggevo i fumetti di Mister No, avevo un sogno: vivere nella foresta amazzonica e conoscere questo mondo ormai in via di estinzione, come del resto lo sono molti dei suoi abitanti. Quando anni fa scoprii l’esistenza di questa associazione che permetteva di vivere nella foresta aiutando i suoi animali, era ovvio che sarei dovuto andarci prima o poi. Finalmente, dopo anni di rinvii e attese, nell’ottobre 2014 partii alla volta...
Stefano2 anni ago2088 min

Sin da bambino, da quando leggevo i fumetti di Mister No, avevo un sogno: vivere nella foresta amazzonica e conoscere questo mondo ormai in via di estinzione, come del resto lo sono molti dei suoi abitanti. Quando anni fa scoprii l’esistenza di questa associazione che permetteva di vivere nella foresta aiutando i suoi animali, era ovvio che sarei dovuto andarci prima o poi.
Finalmente, dopo anni di rinvii e attese, nell’ottobre 2014 partii alla volta di La Paz, capitale della Bolivia, per poi dirigermi a nord nella provincia di Rurrenabaque, ai bordi del Parco Madidi dove si trova il centro Jacj Cuisi della associazione Inti Wara Yassi (leggi questo articolo per sapere di più riguardo all’associazione INTI WARA YASSI – VOLONTARIATO CON GLI ANIMALI NELLA AMAZZONIA BOLIVIANA).


Il parco quando arrivai era gestito da 2 ragazze: Margherete, norvegese, era la direttrice e Paulette, canadese nata e cresciuta in Asia, era la responsabile dei “Gatti”.
Nel parco vi erano altri 3 volontari e 5 puma, Flash man, Capitain, Sonko, Simba e Luna. I volontari ed i dipendenti vivono in una struttura di legno aperta su un lato, con all’interno una quindicina di letti a castello. Ognuno dei Puma invece ha un recinto di 600/700 mq, a parte Flash man e Capitain che essendo fratelli e avendo vissuto tutta la vita insieme condividono un terreno di circa 1000 mq.
La vita al villaggio era molto semplice, niente internet o telefoni, corrente per un’ora al giorno, 3 pasti in cui ci si alternava tra cucinare e lavare, sveglia alle 6, colazione, e poi per le 8 si andava ai recinti.
Ogni gatto ha una vasta area dedicata attorno alla sua recinzione per non infastidirsi/incontrarsi tra di loro.

Volontariato in Bolivia con i Puma
Luna! Volontariato in Bolivia con i Puma

Ogni volontario che rimane per almeno 30 giorni ha la fantastica opportunità di poter accudire un gatto. Questo incarico consiste nel dare da mangiare al gatto, pulire i recinti ed i sentieri ma soprattutto cercare di regalargli una giornata di libertà nella giungla, portandolo a camminare, annusare, marcare il territorio e quando possibile cacciare piccoli animali. Durante la passeggiata si resta legati tramite una corda con il vostro micio; inoltre un partner vi accompagna per aiutarvi in caso vi fossero dei problemi.
Tutti questi animali arrivano dai sequestri effettuati dalla polizia, sono quindi puma cresciuti in cattività e acquistati illegalmente, che non hanno alcuna possibilità di essere reintrodotti nel loro ambiente in quanto non sanno cacciare e non sono autosufficienti.
Ogni gatto ha il suo carattere, come le persone. Io in 4 mesi ho avuto il piacere di lavorare con tutti i gatti del parco, e con ognuno è stata un’esperienza diversa. Luna, il mio primo amore, amava nascondersi nei cespugli per fare gli agguati. Le prime volte ti caghi addosso… poi capisci che è un gioco ed impari a contrastare questi loro “scherzetti”.

ASSOCIAZIONE INTI WARA YASSI
Le giornate erano lunghe, quando era possibile si rimaneva tutto il giorno nella giungla. Ai puma piace dormire (talvolta dormono anche 3-4 ore in una giornata) e nel mentre noi chiacchieravamo, leggevamo, curiosavamo tra le mille attrazioni della giungla: insetti, animali, piante, suoni…
Le giornate variavano a seconda dell’umore del gatto. A volte i puma erano eccitati e volevano correre, arrampicarsi sugli alberi e giocare; altri giorni volevano solo giocare fuori dal recinto, oppure solo dormire all’ombra di qualche albero e noi cercavamo di fare il possibile per dar loro una buona giornata fuori dalla gabbia, senza lasciare che diventassero toppo pigri.

Inti wara Yassi Jacj Cuisi volunteering
Anche il momento del cibo era stato pensato in modo da stimolarli. Impacchettavamo la carne con foglie e vimini così che fosse difficile da aprire e poi la nascondevamo dentro una recinzione attigua alla loro, in modo che i puma si dovessero impegnare per ottenere il loro cibo.
La vita al campo non era fatta solo di passeggiate nella foresta: c’erano anche giornate di acquazzoni tropicali trascorse sotto l’acqua col gatto terrorizzato che non voleva muoversi, c’erano ore passate sotto la pioggia torrenziale a tagliare l’erba con un machete per aprire nuovi percorsi nella foresta, c’erano giornate dedicate a trasportare materiali da costruzione sotto il sole cocente…
Non è stata una vacanza, sono stati quattro mesi intensi di lavoro ed emozioni. Ho avuto anche alcune avventure durante questi mesi, ma questo articolo è già troppo lungo ed io ho sonno ora, magari un giorno scriverò anche di quelle…

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Quando passi ore a remare contro vento, o una burrasca ti sorprende nel bel mezzo di una traversata in mare aperto, non hai nessuno che ti può aiutare, ma quando finalmente trovi un porto sicuro e magari ti connetti ad internet e trovi i messaggi delle persone che ti seguono, ti assicuro che è il migliore degli aiuti che puoi ricevere, l’affetto e gli incoraggiamenti, sono la benzina che ti aiuta ad andare avanti anche quando credi di non farcela più…

 

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