PATAGONIACAPITOLO 6: ATTRAVERSO LA PATAGONIA IN SUP

Ed eccoci quà! Dopo mesi di pianificazione, e-mails, allenamenti e studi, è arrivato finalmente il momento di lasciarmi alle spalle tutte le noie organizzative e scrivere un nuovo capitolo. PATAGONIA!
Stefano1 mese ago157915 min

Introduzione

Dieci anni fa, quando andai per la prima volta in Argentina, ebbi il piacere di visitare quella terra severa e affascinante chiamata Patagonia. Rimasi stregato da quelle pianure sterminate tra l’oceano e le Ande, popolate dai discendenti dei pionieri del secolo scorso, con le loro fattorie poste a decine di chilometri di distanza l’una dall’altra.

La prima cosa che ti colpisce quando scendi dalla tua auto in Patagonia è il vento; in questa parte del mondo può raggiungere i 65 nodi (120 kmh), un vento talmente forte da rendere difficile anche stare in piedi, talmente forte da plasmare l’aspetto di tutto il territorio e condizionare la vita di qualsiasi essere vivente che abbia avuto l’idea di fermarsi sulla “sua” Patagonia…

Adesso è giunta l’ora di  ritornare in quelle terre, questa volta non mi limiterò a osservarla da una strada, annusarla e scappare. Questa volta torno per viverla, nel peggiore dei modi come al solito, tuffandomici completamente, attraversandola dalle Ande all’oceano, a bordo della mia tavola da SUP, senza alcun supporto se non quello dei miei libri e accompagnato dal re di quelle lande, nonché il peggior nemico del SUP, il Vento.

 

Il progetto

Il 16 Ottobre partirò alla volta di San Carlos de Bariloche, una cittadina situata sulle sponde del Nahuel Huapi, un bellissimo lago incastonato tra le Ande Argentine. Lunedì 22 ottobre (condizioni meteo permettendo) armato di tavola da SUP , viveri, attrezzatura per il campeggio e per le riprese, intraprenderò la discesa del Rio Limay e Rio Grande, con l’obiettivo di raggiungere l’oceano Atlantico, più precisamente il villaggio di El Condor.

Il rio Limay si snoda dalle ande e attraversa la steppa patagonica, in una delle zone più affascinanti e incontaminate dell’Argentina, fino a confluire nel Rio Grande e poi sfociare nell’Atlantico. Dall’oceano mi separano circa 1200/1300 Km di anse, laghi e dighe, un percorso tecnicamente non troppo complicato con poche facili rapide, più pericolose delle rapide sono le piante che crescono dentro il fiume, nelle quali incastrarsi può rivelarsi un grosso guaio. Lungo il tragitto incontrerò grandi laghi e cinque dighe che mi costringeranno a trasportare a spalle l’attrezzatura, in certi casi anche per alcuni chilometri; ma più che dal percorso, la difficoltà di questo viaggio sarà data dal clima.

 

Obiettivi

Quest’anno più che mai l’obiettivo del viaggio non sarà la semplice soddisfazione del mio desiderio di avventura; negli anni mi sono infatti accorto che quello che faccio ha un potenziale che va oltre al godimento della bellezza della vita selvaggia, della scoperta di posti nuovi e dell’ignoto che ti attende dietro ogni ansa del fiume. Sento la necessità di dare un valore aggiunto ai miei viaggi, di renderli utili anche agli altri.

1:#AcquaPerTutti

Per questo tramite questo viaggio lancerò una campagna di raccolta fondi per costruire due pozzi per l’approvvigionamento dell’acqua in Guinea Bissau, abbiamo un obiettivo, raccogliere 5000€ per aiutare queste persone a vivere autonomamente, riuscire a coltivare i propri orti e aumentare le condizioni sociali e igieniche. Ho bisogno del vostro aiuto per raggiungere questa somma, non solo donando qualcosa, ma soprattutto condividendo questo articolo e questa pagina ( https://www.gofundme.com/costruiamo-pozzi-in-guinea-bissau ) dove troverete maggiori informazioni riguardo la raccolta fondi.

2: #ProtectYourPlanet

Con questo viaggio ho deciso d’impegnare una buona parte delle mie forze, mentali e finanziarie, per portare, nel mio piccolo, un contributo alla società. Quello che inizio con questo viaggio è (spero) un lungo cammino, nel quale mi metterò in gioco, cercando di portare un messaggio di amore e rispetto nei confronti della natura, un messaggio che abbia come obiettivo finale quello di aumentare nelle persone la consapevolezza della bellezza del nostro pianeta e dell’importanza della sua salvaguardia.

Per questo durante questo viaggio trasporterò una buona quantità di equipaggiamento “superfluo”, come telecamere, batterie e un drone per raccontare il mio viaggio e mostrare quanto sia bello allontanarsi dai percorsi prestabiliti e tuffarsi nella natura. Lo racconterò con l’obiettivo di riavvicinare le persone alla madre terra, perché credo che ristabilire un rapporto più profondo con la natura sia l’unico modo per comprenderne la bellezza e rendersi conto di quanto sia importante proteggerla.

Il viaggio lo racconterò tramite video-diari a cadenza settimanale (a seconda della possibilità di connettermi e montare qualche video lungo il tragitto) che potrete trovare sul blog e sui social, Facebook, Instagram e twitter. Oltre alla creazione dei diari la mia intenzione è quella di dar vita a un documentario finale che racconti in maniera più approfondita il  viaggio. Essendo la prima volta che mi cimento in un documentario, sono molto curioso di scoprire cosa riuscirò a fare e sicuramente questa nuova sfida è un grosso stimolo.

La Patagonia

A ottobre in Patagonia sarà primavera. Bariloche si trova a una altitudine di 900 m.s.l.m. e questo, abbinato alla sua latitudine e ai venti che quel periodo possono raggiungere i 35 nodi, fa sì che la temperatura oscilli tra gli 0° e i 15°, ma considerando il vento, la temperatura percepita sarà decisamente inferiore. Per farvi un esempio, con 30 nodi di vento (55 km/h) a una temperatura di 10°, la temperatura percepita dal nostro corpo è di circa -2°. Inoltre questi eventuali 35 nodi di vento possono dare forma a onde di oltre due metri sui laghi, come spesso succede anche sul lago di Garda. Credo che non mancheranno i momenti in cui rimpiangerò il mio viaggio nelle Filippine vestito di soli pantaloncini da bagno…

Oltre al percorso e alle condizioni meteo, uno dei fattori che solitamente possono avere una grossa influenza sulla spedizione è la fauna. Animali pericolosi, o specie in pericolo possono portarti a fare deviazioni lungo il tragitto o addirittura a terminare la tua avventura. Il sud della Patagonia, è considerato il deserto più grande d’America, questo fa si che la fauna non sia abbondante come in zone tropicali, ma ciò non toglie che i corsi d’acqua siano i punti con la maggiore densità di Fauna del deserto e quindi gli incontri con gli animali locali non mancheranno.
Il re della zona è una mia vecchia conoscenza, il puma concolor (vedi chapter 3 volontariato con i puma). Questi gatti possono raggiungere i 70 kg, sono animali schivi e intelligenti e di solito non attaccano l’uomo. Il puma ovviamente non è l’unico animale della zona, ci sono anche i guanaco , una specie di lama, i marà che sono dei grossi conigli, i Rhea americana degli uccelli che somigliano agli struzzi. Ma se a terra la fauna non è così abbondante, lo stesso discorso non vale in cielo e  in acqua, di fatti i fiumi sono famosi per l’abbondanza di pesci e il cielo per quella di uccelli.

Come nei viaggi precedenti,  viaggerò in solitaria, dormirò nella mia tenda e mi trasporterò il cibo. Probabilmente le comunicazioni saranno limitate ad alcune zone abitate lungo il fiume, che probabilmente non saranno tante. Prevedo un massimo di 5/6 giorni consecutivi senza la possibilità di comunicare (imprevisti permettendo), se non tramite il mio gps, (grazie al quale potrete seguire le mie tracce a questo indirizzo) ma  ovviamente il tutto dipende dal meteo e dal mio passo. Ogni tal volta che se ne presentasse l’occasione, dovrò fermarmi a ricaricare le batterie delle camere, in estancias o hotel lungo il tragitto.

Ringraziamenti

Non sono solito chiedere aiuto ad altre persone, ma questo viaggio, data la maggiore complessità organizzativa e le maggiori spese sostenute, mi sono ritrovato ad avere bisogno del sostegno di persone e aziende che mi hanno aiutato sia con il loro tempo che fornendo materiale utile alla spedizione. Per questo fondamentale aiuto ricevuto tengo a a ringraziare queste aziende e persone che hanno creduto nel progetto e mi hanno sostenuto:

KITCHEN srl per il loro tempo e capacità organizzative nella creazione di eventi e nel reperimento della attrezzatura.

SUPSKIN  per avermi fornito la migliore muta stagna sul mercato.

STARBOARD  Per credere nei progetti a che puntano alla salvaguardia ecologica e avermi fornito la migliore tavola gonfiabile da SUP da spedizione sul mercato.

RED LEVEL Per avermi fornito intimo tecnico di altissima qualità.

Cartolibreria del Commercio per il sostegno tecnologico e per la fornitura sin dal mio primo viaggio di libri e agende.

 

Suerte chicos…

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Related Posts

{{ image }}

{{ title }}

{{ date }} {{ comments }}
{{ readingtime }} {{ viewcount }}
{{ image }}

{{ title }}

{{ date }} {{ comments }}
{{ readingtime }} {{ viewcount }}
{{ image }}

{{ title }}

{{ date }} {{ comments }}
{{ readingtime }} {{ viewcount }}
http://errabundus.com/wp-content/uploads/2018/06/errabundus-logo-bianco.png

Seguimi sui social, condividi e scrivimi ogni tanto, potrebbe valere più di quel che immagini…

Quando passi ore a remare contro vento, o una burrasca ti sorprende nel bel mezzo di una traversata in mare aperto, non hai nessuno che ti può aiutare, ma quando finalmente trovi un porto sicuro e magari ti connetti ad internet e trovi i messaggi delle persone che ti seguono, ti assicuro che è il migliore degli aiuti che puoi ricevere, l’affetto e gli incoraggiamenti, sono la benzina che ti aiuta ad andare avanti anche quando credi di non farcela più…

 

Vi sono due razze di stupidi: quelli che credono a tutto e quelli che non credono a niente.
Purtroppo io appartengo a entrambe.

Pin It on Pinterest

Share This